Ritratto Bianca di Navarra

gesso smaltato, ottone, ceramica e legno

Situato in Bibblioteca comunale - Paternò
Dimensioni: 187 x 52 x 52 cm
in Sculture - pubblicato il 25 settembre 2018
realizzato nel 2017 - 7 foto
Articolo letto 1427 volte

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Ritratto Bianca di Navarra

gesso smaltato, ottone, ceramica e legno

Situato in Bibblioteca comunale - Paternò - Dimensioni: 187 x 52 x 52 cm
in Sculture - pubblicato il 25 settembre 2018
realizzato nel 2017 - 7 foto
Articolo letto 1427 volte


Il 30 Marzo del 2017, in prossimità delle elezioni amministrative comunali, Pier Manuel Cartalemi, in occasione di una conferenza pubblica alla bibblioteca comunale di Paternò, presenta con queste parole il ritratto di Bianca di Navarra (sovrana di Sicilia dal 1402 al 1416) , donando l'opera al comune di Paternò.

La poesia appena recitata è di Barbaro Conti, scomparso il 23 maggio 2013, forse lui sì che aveva capito qualcosa in più di questa città. Forse qui a Paternò, più che altrove, abbiamo di questi problemi, ignorare coscientemente il nostro passato è un crimine verso coloro che ci hanno preceduti e verso noi stessi. L’ignoranza genera mostri, e non vi è futuro senza passato.
Guardare al passato non vuol dire fossilizzarsi o essere bigotti, ma l’evoluzione si basa sulle esperienze, proprie e della comunità per raggiungere nuovi traguardi. Non tener conto delle esperienze dei nostri predecessori è come svegliarsi la mattina e ripartire ogni giorno da zero, come se raschiassimo giornalmente i nostri ricordi.
È dunque nostro compito, e a nostro vantaggio, ricordare da dove veniamo per capire dove andare. Prendere ad esempio i grandi che ci hanno preceduto per seguire i sani principi ed evitare i grandi errori.
Oggi voglio far dono alla mia città di un'immagine, una mia scultura frutto di tempo e di passione.
 È il ritratto di Bianca di Navarra (Pamplona, 6 luglio 1387 – Santa María la Real de Nieva, 3 aprile 1441), sovrana di Sicilia dal 1402 al 1416. Il suo nome è particolarmente legato a quello di Paternò perché proprio dal nostro castello proclamò le “Consuetudines Terre Paternionis” l’11 Novembre 1405.
Perché ricordare questa donna? Perché tirare fuori personaggi e vicende di oltre mezzo millennio fa? La grandezza di alcuni uomini, artisti, scienziati, sta nelle loro opere e nei loro messaggi che riescono ad essere attuali anche se molto distanti dai nostri tempi. Bianca arrivò in Sicilia appena quindicenne, fu reggente del regno di Sicilia, e dopo la morte del marito (1409) regina.
Questa ragazza, descritta “molt bella et molt savia et endrecada (cioè istruita, addestrata a regnare) et dotata de tots virtuts”, la sua forza stava nella sua vicinanza ai cittadini. Soprattutto dopo la morte del marito, Martino il giovane, furono tanti i tentativi di far crollare il suo regno da parte dei conti siciliani.
Questo ritratto, è un piccolo monumento, un riconoscimento ad una donna che si è spesa per il bene comune e sempre dedita alla pace del suo regno.
La scultura, 187 x 52 x 52 cm, realizzata in legno e gesso smaltati, è ornata da una corona ottagonale in ottone fuso a sabbia e fregiata con delle placche in ceramica blu e rosse come i colori del nostro comune. I decori della corona riportano le figure allegoriche del leone e del drago che rappresentano rispettivamente forza e sapienza, valori incarnati appieno dalla regina.
Nella colonna vi è incisa una scritta «Ki vi regia, mantenga, et guberni in bono et pacificu statu, ministrando ad omni homo, tantu granni, mediocri et infimu lu debitu di la jiusticia.» tratta dalla lettera che Bianca scrisse prima di far ritorno in Spagna augurandosi che i suoi successori avrebbero governato con saggezza e dedizione il regno di Sicilia.
È proprio questo il messaggio che voglio lasciare a tutti coloro che per le prossime elezioni amministrative, saranno chiamati a guidare questa città. Spero davvero che gli amministratori del futuro possano ispirarsi ai sani princìpi e alle virtù che hanno caratterizzato il regno di Bianca di Navarra.
A voi politici, chiedo di abbracciare la politica del dono. Forse per via della fede cristiana penso che il vero modo per governare è donarsi, donare il proprio tempo e le proprie forze al bene di tutti. Ricordatevi che le cose davvero importanti della vita sono doni, e solo vivendoli come tali possono essere apprezzati e sostenuti. Impegnatevi per il bene comune, per il bene che fa crescere, per il bene che non si arrende mai di fronte alle avversità. Ispiratevi alla bellezza e all’armonia, bellezza contenuta nella natura non ché immagine e presenza del Divino.
Solo chi si dona ha una vera ricompensa, e non parlo di denaro, ma di amore e gratitudine.
Affido dunque, questo piccolo dono alla comunità paternese con l’onore e l’onere di conservarne la memoria per ritrovare la propria identità.
 
L’opera d’arte Nasce dall’essere: prima non era e poi è. L’artefice lavora, poi si ferma a sognare davanti la sua opera infine la dona agli altri. Remo Branca da “Giorno senza Sera”
 
30 Marzo 2017
Pier Manuel Maria Cartalemi
Edizione Ciak News 31- 03 - 2017
Zonafranca aprile 2017
Cerimonia di Presentazione

Quest'opera è stata citata nel libro "Cavalcando le Nuvole, frammenti di eventi culturali a Paternò", il Convivio Editore, dello storico paternese Pippo Virgillito, da pag 305 a 310. Per visualizzare Clicca Qui.